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La
leggenda dice che la conca, in cui oggi si adagia la città, apparve un
giorno come una visione di sogno agli uomini che per primi vi si
affacciarono: tranquille e limpide erano le acque del lago che si
perdevano, nell'entroterra in paludi semisommerse dalla fitta boscaglia
circostante, mentre il silenzio era altissimo in quell'assoluta
solitudine.
Quegli uomini si fermarono e
costruirono sulle paludi alcune palafitte...
Le origini di Como,
comunque, sono davvero antichissime. Certamente risalgono alla Preistoria
e all'Età del ferro. E quando, attorno al 700 a.C., gli Etruschi
s'impadronirono del luogo, quel villaggio di palafitte esisteva già da
secoli.
Como
fu poi occupata dai Galli Orobi e quindi, nel 200 a.C. dai
Romani, che la eressero a Municipio col nome di Novum
Comun.
Più tardi, Giulio Cesare
concesse ai Comaschi la cittadinanza romana.
Nel Medioevo, dopo
gli oscuri secoli delle invasioni barbariche, Como viene governata
dai vescovi-conti, finché, dopo il Mille, diventa un forte e
prospero Comune.
Comincia così il periodo più
intenso della vita della città. I famosi Maestri Comacini,
architetti e scultori, muovono da Como, dove hanno costruito lo splendido
Duomo, a diffondere dovunque i tesori della loro arte.
In
seguito, entrata in lotta con la potente e vicina Milano, Como viene
distrutta. E fu per questa rivalità che più tardi, di nuovo risorta, essa
si chierò, in un primo tempo, dalla parte dell'imperatore di Germania
Federico Barbarossa contro le città della Lega Lombarda.
Da allora, per due secoli,
Como visse un periodo di notevole splendore, nonostante le continue ed
accanite contese interne tra Guelfi e Ghibellini.
Dal 1355, anno in cui
entrò a far parte del dominio dei Visconti e poi degli
Sforza, Como seguì le sorti di Milano.
Conobbe quindi, per due
secoli, la triste dominazione spagnola e, dal 1714, quella
austriaca.
Nel 1796 la città fu
incorporata nella Repubblica Cisalpina e poi nel Regno Italico.
Tornata nel 1815 sotto
gli Austriaci, Como partecipò attivamente alla causa del Risorgimento
Italiano, fino al glorioso giorno della Battaglia di San Fermo
(vinta da Garibaldi il 27 maggio 1859) che la vide per sempre libera dal
dominio straniero.
Oggi, come in
passato, il maggior vanto di Como è l'industria della seta, il cui
Setificio, che è una specie di Università, accoglie studenti da ogni parte
del mondo.
Como, inoltre, per la sua
splendida posizione sul lago e la sua vicinanza al confine con la
Svizzera, è un importantissimo centro turistico.
Tratto da MERAVIGLIOSA
ITALIA - ENCICLOPEDIA DELLE REGIONI - LOMBARDIA - A cura di Valerio Lugani
- Edizioni Aristea |